Autunno: Come si mangiava una volta






Con l'autunno il pasto dei contadini in valdichiana diventava piu' frugale. La prima colazione era quello più ricco: si doveva andare a lavorare ma non c’erano i lavori pesanti come la mietitura o la vendemmia. La sera la solita minestra di magro: zuppa di verdure con fagioli e pane raffermo. Con la diminuzione delle ore soleggiate anche la cena si faceva più leggera. La minestra veniva sostituita con la polenta appena disponibile la farina di granturco.

Il maiale, il cacio, il locio e i fagioli erano la parte più ricca dell’alimentazione. La polenta, la pasta fatta in casa e il pane erano invece il cibo dei poveri: riempivano lo stomaco e costavano poco. Per questo non dovevano mai mancare nella mensa della massaia in Valdichiana. La carne nobile, quella Chianina, i galletti, i capponi, piccioni, conigli ecc. venivano venduti al mercato . I contadini li potevano mangiare solo per le grandi feste; Natale, Pasqua, matrimoni.
Alla massaia il compito di recuperare e reinventare piatti con gli avanzi: razionare e riciclare erano le parole d’ordine. Nulla doveva andare sprecato nel Podere contadino.



 



Dal Podere al Mercato




Una volta nei poderi contadini, si usava andare al al mercato per vendere qualcosa e racimolare qualche soldo. Pieni di speranza, quando iniziava ad albeggiare, si partiva col proprio carrettoni carico di ortaggi.  Una volta giunti nella piazza del paese, si sistemava il banchetto e si tentava di vendere qualcosa. Era non solo un mercato ma anche l’occasione di stare in allegria, magari dimenticando i giorni del duro lavoro e qualche tristezza che non mancava mai, come in ogni podere.

Vi consigliamo di visitare i mercati locali: sono pieni di belle sorprese. Il mercoledì a Monte San Savino; il giovedì a Lucignano. 




Markets


Once in the peasant farms, we used to go to the market to sell something and collect some money. Full of hope, when it began to dawn, we left with a cart full of vegetables. Once in the village square, the banquet was arranged and we tried to sell something. It was not only a market but also an opportunity to be in joy, perhaps forgetting the days of hard work and some sadness that never failed, as in any farm.

We advise you to visit the local markets: they are full of nice surprises. On Wednesday in Monte San Savino; on Thursday in Lucignano.



 



La vendemmia al Podere: parte II




Dopo la raccolta delle uve bianche, si proseguiva con la raccolta delle rosse. Il Sangiovese la fa da Re in Toscana. Normalmente i contadini attendevano fine Settembre, inizi di Ottobre, talvolta anche Ottobre inoltrato. Oggi, con le mutazioni climatiche la raccolta è anticipata. Le uve rosse, una volta torchiate, venivano messe a bollire nei tini dove rimanevano più di una settimana insieme alla vinaccia.  Le bucce così avevano il tempo di trasmettere tutto il colore e i polifenoli al mosto estraendo il più possibile dalle bucce. Che profumi per il Podere: inebrianti, anche troppo a volte. Davano alla testa.

Quando il vino terminava di bollire, si procedeva alla svinatura cioè si separava la parte solida dalle vinacce e lo si metteva nelle grandi botti di rovere. Un tempo i contadini erano costretti a vendere il vino migliore, o quasi tutto talvolta per recuperare un pò di soldi per il podere. Per questo, molti facevano il vino, cosiddetto Acquarello, con le vinacce spremute. Leggero, di colore rosa, ma si lasciava bere.



 



Tempo di Vendemmia nel Podere Toscano: Parte I




Solitamente in Toscana, a fine estate , verso la meta' di Settembre iniziano i preparativi per la vendemmia.

Cosa facevano i nostri contadini:

Innanzitutto si disinfettavano le botti, togliendo tutte le muffe all’interno. Si applicavano dei pezzi di tela bagnati di zolfo. Le botti costavano e non le si poteva cambiare spesso. Ricordatevi che esistevano le grandi botti di rovere, così ben fatte che resistono ancora oggi, conferendo al vino un armonia di legno. Di barrique non si parlava affatto: esse sono una soluzione recente.

Si arrivava in vigna non troppo presto la mattina, per permettere all’uva di asciugare dalla guazza notturna.

Gli uomini portavano in vigna i bigonci, talvolta caricati sui carri di buoi chianini.

Chi partecipava a questa grande festa?

Proprio tutti: uomini, donne, giovani, vecchi compresi: ognuno aveva il suo corbello, un cesto o un paniere.

Naturalmente, prima delle vendemmia, le donne avevano preso qua e là qualche bella zocca d’uva per fare la “Ciaccia con l’uva”, dolce rinomato della tradizione toscana.

L’uva bianca viene sempre vendemmiata per prima. Si raccoglieva all’interno dei bigonci e poi veniva messa nello strettoio, il torchio. Qualcuno ricorda che l’uva si ammostava con i piedi dentro a un grande tino.

Il mosto cadeva all’interno di altri tini, veniva messo a bollire: con l’uva bianca il vino veniva fatto vergine, ossia bolliva pochi giorni. Così i tini, liberati velocemente, venivano impiegati per il vino rosso.





 



Il focolare Toscano




Se quelle pietre potessero parlare quante ne racconterebbero.
Di sere passate a veglia seduti all'interno del camino.
Donne intente a ricamare o rammendare i panni logori dei contadini.
Uomini impegnati a giocare a carte sorseggiando un gotto di vinsanto.
Il camino rappresentava il centro della casa perché intorno ad esso si svolgeva quel briciolo di vita sociale concessa ai mezzadri.
Si passava di casa in casa, di camino in camino a veglia: ora dall'uno, ora dall'altro.

Un pò come si fa oggi nelle serate d'inverno, intorno al camino di Pendolino…..


The Tuscan fireplace


If those stones could talk how many stories they would tell.
In the evening people spent a vigil sitting inside the fireplace.
Women intent on embroidering or mending the worn-out clothes of the peasants.
Men busy playing cards while sipping a vinsanto.
The fireplace represented the center of the house because around it was the shred of social life granted to sharecroppers.
We passed from house to house, from fireplace to fireplace:  from one, to the other.
Llike today in the winter evenings, around the Pendolino fireplace ... ..



 



Papaveri e papere




Spesso i nostri amici turisti in vacanza a Pendolino ci mostrano le loro foto. Tra le piu' amate quelle dei territori, paesaggi naturali, colline, campi di grano, di papaveri e di girasoli. E' sì, possiamo dire che la natura rappresenta il fascino maggiore. Si viene in vacanza anche in cerca di cultura: le nostre città d'arte non hanno rivali all'estero. Ma è indubbio che si lascia il bel paese con il ricordo indelebile del cibo: l'esperienza enogastronomica rimane nel palato, nel naso, nel cuore.


Often our tourist friends on holiday in Pendolino show us their photos. Among the most popular are those of the territories, natural landscapes, hills, fields of wheat, poppies and sunflowers. Yes, we can say that nature represents the greatest charm. We also go on holiday in search of culture: our cities of art are unrivaled abroad. But it is undoubted that you leave Italy with the indelible memory of food: the food and wine experience remains in the palate, in the nose, in the heart.



 



Matrimonio a Podere Pendolino




Sono tantissimi i matrimoni che si svolgono ogni anno al nostro amato Pendolino.
Perché i nostri ospiti ci scelgono?
1) conoscono la nostra location, uno dei ristoranti più frequentati della Valdichiana
2) Conoscono la nostra famiglia: Rosy, Patrizio, Claudio, Massimo e tutta la brigata di sala e cucina: una gestione familiare che da sempre rassicura
3) Hanno assaggiato la nostra cucina, sia al ristorante che nei catering esterni
4) E' richiesto il Podere Toscano autentico, con ampie sale
5) Il colle su cui poggia il Pendolino è immerso nel verde i prati, ulivi, vigneti: in ogni stagione si ritrovano i colori e i profumi tipici della campagna Toscana



 



La trebbiatura nel Podere Toscano




Passato giugno, nella campagna abbiamo salutato la trebbiatura. Anche a Pendolino veniva fatta come in ogni altro podere toscano coltivato a grano. E’ questo infatti il tempo della raccolta del grano nella campagna, anche detta segatura. Si affilavano le falci a mano battendo la lama col martello sull’incudine. Per arrotare continuamente le falci, si usava la pietra tenuta nei corni di bove  svuotati e fissati alle cinta dei pantaloni. La mattina della raccolta, si iniziava molto presto, al fresco. Si cominciavano a fare gli stacchi, cioè a segare il grano per poter passare con i bovi chianini e la falciatrice. Chicchi belli sodi di color oro carico. Le donne invece legavano il grano a preparare i balzi, che venivano poi caricati sul carro e portati nell’aia a formare la mucchia, un grande cumulo. Tutti a lavoro dunque fino al chiaro di luna. Il mucchio diventava il giorno dopo sempre più piccolo: infatti arrivano gli imboccatori coloro che mettevano il grano tagliato nel battitore della trebbiatrice. La trebbiatrice faceva il giro di tutti i poderi secondo l’ordine stabilito dal fattore coi capoccia.Il grano veniva raccolto in recipienti detti bigoncio e  poi insaccato e diviso a metà col padrone. I frati che passano per la questa ricevevano solitamente un sacco di grano, come usanza secolare. La massaia del podere aveva quindi un bel daffare a sfamare tutte quelle bocche accorse per la trebbiatura: infatti si chiedeva aiuto agli uomini dei poderi confinanti. Ma tutto sommato era una gran bella festa che finiva in bicchieri di vino, prosciutto e pane scapo toscano.



 



Al fresco del Pendolino




Anche con questo caldo molti ospiti trovano refrigerio da noi: infatti, a Podere Pendolino, siamo riusciti a ritagliare degli angoli di refigerio dal caldo a qualsiasi ora del giorno.
Trattandosi di un vecchio podere, al piano terra, il ristorante beneficia del fresco naturale dato dal terreno e dalle antiche mura.
Il portico all'ombra, con la sua ventilazione naturale, permette una piacevole sosta tutto il giorno.
Il nostro giardino offre l'ombra degli alberi, o piacevoli angoli ventilati; ricordiamo infatti che Podere Pendolino poggia su una collina e beneficia per questo del sollazzo di tutti i venti.



 



Miele per tutti




Eh si', il miele e' veramente l'oro della nostra tavola.

Perche' e' cosi' apprezzato?

1) Mentre lo zucchero è formato solo da saccarosio, il miele contiene numerosi elementi: fruttosio, glucosio, vitamine, oligoelementi, enzimi ecc

2)E' un tocca sana: come antibiotico naturale. Da quello che si sa noi, aiuta lo stomaco, cura la tosse, inibisce germi pericolosi.

3) Sembra che il mieie di acacia sia utile per le irritazioni della gola e come regolatore intestinale.  Il millefiori è antinfiammatorio, utile nei casi di stanchezza e in mancanza di appetito. Quello di arancio è sedativo e calmante.


4)L'Italia è il paese con più varietà sensoriali, organolettiche e terapeutiche di miele.

La degustazione migliore? In abbinamento ai fantastici pecorini toscani.



 



Frittura che passione




La frittura e' un nostro pezzo forte. Chi conosce Pendolino sa che amiamo servire fritture di ogni tipo, attingendo a cio' che la natura offre in ogni stagione.
Ogni giorno le nostre cuoche in cucina preparano sapientemente la pastella per friggere.

La cucina seleziona olio e farina per ottenere un fritto leggero e fragrante.

L'estate è invitante con l'orto di Pendolino che inneggia alla vita: zucchine, fiori di zucca, melanzane, cipolle, salvia ecc.


Addirittura, durante i ricevimenti, organizziamo degli angoli cuoco in cui si frigge davanti agli ospiti: gli stranieri impazziscono.
Insomma, ci piace ricordare che a Pendolino la frittura è una passione per chi la fa e chi la mangia.



 



Nozze al Podere III parte





Siamo arrivati al giorno delle nozze.
Di buon mattino gli sposi si recavano in chiesa. Lei solitamente vestita di nero o blu, con bavero e sciarpa bianchi; lui in abito scuro e cappello. Al termine della cerimonia cominciavano i festeggiamenti con canti e stornelli in rima ottava. La fisarmonica la faceva da padrona, insieme a qualche sparo di fucile. La coppia, seguita dai genitori e parenti si avviava al podere dove li aspettava il banchetto di nozze.

Si incominciava con crostini di coratella di pollo, stracciatella con brodo di gallina e pastasciutta fatta in casa condita con il sugo di coniglio. Seguivano arrosti misti e verdure accompagnati dal miglio vino conservato appositamente per l’occasione.

Il pranzo era accompagnato dal suono della fisarmonica e dagli stornelli: dapprima cortesi e rispettosi dei pregi delle rispettive famiglie. Ma più che saliva il tasso alcolico, più che gli stornelli divenivano goliardici e talvolta volgari.

Terminato il prezzo, un carro trainato da buoi portava la coppia con la dote della sposa alla nuova casa dove li attendeva stornelli augurali e spari a salve del fucile.

Qui la festa continuava con una ricca cena di primi patti, secondi e tanti dolci.

I confetti avevano un ruolo augurale, come oggi. Dapprima veniva distribuiti o tirati con garbo; talvolta, un pò alticci, con meno cortesia. Alla fine della festa, amici e parenti lasciavano la casa con la cialda arrotolata a forma di cono, contenete tre confetti del buon augurio.

La festa del matrimonio durava fino a notte inoltrata con tanghi, valzer e altre musiche, un pò come oggi.

Il giorno dopo, niente luna di miele, ahimè ma la sposa, entrata nella nuova famiglia, si tirava su le maniche e iniziava i lavori domestici: accudire bestie, maiali, polli, fare il formaggio, l’orto e tanto altro. D’altronde, come nuovo membro della famiglia, ella doveva farsi apprezzare fin da subito e guadagnarsi la benevolenza delle altre donne del podere.








 



La preparazione del matrimonio nella mezzadria




Il matrimonio contadino: i preparativi delle nozze parte II
Finalmente fidanzati, le famiglie delle coppie si incontravano per decidere la dote. Ci si riuniva con il capoccia e si quantificava in lire tutto ciò che usciva dal podere per entrare a breve nel podere del marito.

La preparazione della mensa era tutta a carico delle massaie. Solitamente i matrimoni avvenivano in aprile, dopo Pasqua, in maggio o a settembre (ai tempi si vendemmiava in ottobre): proprio per non interferire con la stagione più faticosa dei lavori di campagna.

Il banchetto veniva studiato in largo anticipo proprio per avere disponibili le materie prime.

Le massaie mettevano le chiocce nei nidi a covare le uova, per avere pulcini di faraone, galletti, billi, da cuocere in abbondanza per il banchetto.
Poche settimane prima, si smetteva di vendere le uova e le si conservavano per la festa.

La sarta di campagna.
Un tempo non c’erano i negozi a buon mercato e solitamente si compravano le stoffe per confezionare gli abiti, ognuno per come poteva. Si andava dai merciai di fiducia a fare lo “stacco”: quasi sempre si pagavano le stoffe con i frutti del raccolto. Le sarte andavano e venivano dai poderi di campagna per fare le prove abito.
Mancavano poche ore alle nozze: I bauli della sposa contenenti la dote era già preparati.

Due giorni prima della festa le massaie infornavano pane e dolci in quantità.
Si preparava la pasta, messa poi ad asciugare.
Si ammazzavano i volatili, si spennavano, si squartano, si aromatizzavano e si mettevano a cottura; questo il giorno prima delle nozze.

Le galline vecchie venivano messe a cuocere per fare buon brodo; con le interiora si preparavano i crostini e il sugo per la pastasciutta.

Tutto doveva essere pronto per la festa……



 



Nozze al podere




Il matrimonio contadino: il fidanzamento, parte 1

Noi di Albatros e Podere Pendolino, siamo famosi per l’organizzazione dei matrimoni.
Ma com’erano i matrimoni al tempo della mezzadria?

Abbiamo raccolto le testimonianze di vecchi contadini della zona che abitavano a Podere Pendolino un tempo: ecco che cosa ci hanno raccontato.

“Il contadino era una persona semplice, con le scarpe grosse infangate, avvezzo alla campagna e alle strade a sterro. Era considerato una classe inferiore; la poca cultura lo rendeva goffo e impacciato. La divisione in classi sociali al tempo era molto rigida: solo le ragazze di pari condizione sociale gli rivolgevano la parola.

I corteggiamenti avvenivano durante le veglie e i veglioni. Il tutto alla presenza di adulti di famiglia. Usava la presentazione e chiedere il permesso ai familiari per poter corteggiare la ragazza. Guai appartarsi da soli!

Passato il giusto tempo, le famiglie dei ragazzi si mettevano d’accordo per calcolare la dote. Solitamente si informava il “capoccia”, cioè il fattore che dirigeva il lavoro dei mezzadri e rendeva conto al “padrone”. Questo perché il matrimonio spostava gli equilibri all’interno del podere.


Un tempo si viveva tutti insieme e la sposa, lasciava la casa paterna per confluire nel nuovo nucleo famigliare.
Qui apportava il lavoro diligente in casa come massaia, allevatrice di figliolanza, guardiana del podere insieme alle altre donne. Un acquisto per il marito e una perdita per la famiglia d’origine.

Le donne nel podere non sono mai state bocche da sfamare bensì lavoratrici instancabili: questo ci ricorda l’epoca moderna, non vi sembra?"



 



Quando fuori piove




Non essere in collera con la pioggia; semplicemente non sa come cadere verso l’alto.


Carissimi amici,


vi scriviamo due righe mentre sta piovendo.

Questo mese di Maggio è iniziato davvero nel peggiore dei modi per chi deve partire per un weekend o addirittura sposarsi. 

Stamani ce'ra il sole e stasera è nuvoloso.

In effetti, le giornate si stanno risolvendo proprio in questo modo.


Niente allarme: il nostro locale è caldo, accogliente, grazie anche al clima familiare che vi si respira. Patrizio, Claudio, Rosy, Massimo e tutto il nostro staff hanno fatto del lavoro la propria vita, per potervi accogliere nel modo migliore possibile.


Previsioni meteo weekend 18-21 Maggio? Il tempo va migliorando con sereno o poco nuvoloso.


Vi aspettiamo dunque!





 



Notte di Primavera




Si accendono le luci del Podere per la nostra grande festa di Primavera. Venedrdi' 11 Maggio ore 20,00 Cena a Buffet Prenotate da subito, per voi e i vostri amici. Saremo in tanti in un clima di festa. Con voi, ai vostri tavoli per fare 4 risate in compagnia. Vino a fiumi ......L'abbondanza nel piatto e nei nostri cuori

Venerdì 11 maggio Cena a Buffet


Antipasti del podere:

Pappa al pomodoro
Fegatini
 
Mini Panini:
Porchetta Monte San Savino tagliata al momento,
Lampredotto,Trippa,Bocconcinidi Cinghiale in cialda di grana
 
Formaggi:
Pecorino fresco con baccelli  
Formaggio pecorino di Fossa  
Pecorinia foglia di noci, con cenere  accompagnati da miele, e  marmellate
Ciacce alrosmarino Canestro digorgonzola, Treccia dibufala

Degustazione divini Rossi Toscani abbinati ai formagg
i
 
Bruschette preparate al momento con salse:
Paté di fegato toscano
Pomodorini e basilico
 
Norcineria:   
Prosciutto toscano da affettare amano al momento, Salsiccia stagionata,  
Salamini toscani
Capocollo, Finocchiona,Abbinamentodi ciaccie/ focaccine calde
          
Fritto:
Fioridi zucca            
Verdurefresche                                           

Vegetariano:  

Omelette fatta al momento: con carciofi, con asparagi,al porr, di patate
                                                                                       
Verdure grigliate
Melanzane gratinate
Pinzimonio monoporzione con salse
Carciofi ripieni
           
Primi 2
Gnocchetti dipatate su crema di pecorino fresco e baccelli e guanciale dicinta rosolato
 
Pici con ragùdi cinghiale                 
 
                                              
Vini rossitoscani/aretini
                                           
           
Dolce: Zuppainglese, Tortedella nonna,Crostatecon marmellate del podere, Ciambellinicon vin santo
 
Fruttafresca            
 
 
Caffè espresso e distillati

 

 

€ 28,00 a persona Prenotazione Rosy 0575 849697 

 



 



I Maggiaioli in Valdichiana




La campagna in primavera si risveglia, anche se piano piano, con qualche piorggerellina qua e la'.......vedi il sole e apri l’ombrello, per intendersi.
Nella campagna della Valdichiana, proprio quella in cui si trova il nostro amato Podere Pendolino, c’era l’usanza delle feste di primavera. Venivano i maggiaioli a cantare gli stornelli. In cambio al Podere venivano dati loro i dolci preparati dalla massaia. Inoltre venivano regalate le uova che portavano via nel corbello. Normalmente i Maggiaioli venivano alla fine di Aprile, dopo che si erano messi d’accordo con il capoccia. Era una bella usanza che annunciava la primavera: suoni, canti, balli improvvisati insieme all’augurio di un buon raccolto. In particolare, li si vedeva girare per i poderi la notte tra il 30 aprile e il 1° Maggio. Arrivavano fin sulla porta del Podere e incominciavano a cantare…


”La campagna qua ci invita allegramente a passeggiare, ci fa il cuore rallegrare nel vederla così fiorita, la campagna qui ci invita……



 



Nuovo menu' di primavera




Aria di primavera nel nostro nuovo menu'. Prenotate un tavolo per voi e i vostri amici.
Stagionalita', freschezza, ricercatezza e revisione delle ricette tradizionali Toscane.

Per noi la cucina non è solo un business ma una grande passione che desideriamo trasmettere in ogni piatto. In più, al Pendolino, le porzioni sono abbondanti e questo, secondo i nostri affezionati clienti, è un bel punto di forza. La nostra brigata di cucina è ansiosa di deliziarvi con i nuovi piatti.
Vi aspettiamo



 



Pasqua in Valdichiana





Siamo nella settimana Santa e da sempre, i contadini della Valdichiana, hanno celebrato il triduo santo che conduce alla Pasqua. Chi non aveva troppi disagi a causa della distanza presenziava alle celebrazioni, la lavanda dei piedi oppure si faceva una visita al sepolcro. In primis le donne che preparavano i fiori per adornare la chiesa. Il giorno di Pasqua, dopo aver accudito il bestiame, i contadini si riunivano in casa, si ripulivano bene bene e indossavano l’abito della festa per partecipare alla Messa di Pasqua. Le uova o erano state benedette la sera prima oppure si portavano in chiesa, avvolte in un candido straccio bianco.

 Al ritorno dalla messa, era usanza in Valdichiana festeggiare con una ricca colazione: un uovo benedetto a testa, la Panina di Pasqua accompagnata da salumi, dolci e vino.Una colazione sostanziosa  cui seguiva il pranzo più semplice: pasta in brodo e gallina lessa o carne stufata, di solito il famoso coniglio nostrano. Per chi non fosse della zona, la  Panina di Pasqua,è una specie di pane con l’aggiunta nell’impasto di rigatino e tocchetti di uova sode. In Valdichiana è usanza mangiare il  tipico ciambellino, l’antico dolce contadino a forma di ciambella, simbolo della corona di spine del cristo in croce.
Insomma una festa santa che si usava celebrare con gioia ma anche grande contegno e dignità.



 



La Settimana Santa in campagna




La Pasqua nella campagna della Valdichiana e' sempre stata sinonimo di Primavera: spuntavano i primi fiorenllini, gli uccellini cinguettavano il loro canto d’amore.

Nel Podere Toscano si rassettava intorno, come abbiamo già raccontato con le benedette pulizie di Pasqua. Gli uomini potavano le siepi pulivano l’aia, si riponevano in ordine gli attrezzi di campagna: si dava, insomma, una parvenza di pulito e ordinato per le feste di Pasqua. La Pasqua era anche la festa del gusto in quanto le massaie preparavano squisiti dolci al forno specialmente nei giorni di Giovedì e venerdì Santo.
Si sentivano nelle cucine odori di lieviti, farina e vaniglia con i ragazzini tutti attorno in cerca di qualche briciola prelibata che cadeva dalle tavole della massaia, un pò come allegri cagnolini.

Le famiglie più religiose si astenevano dal mangiare la carne e i suoi derivati dal giovedì al sabato. Il sabato si ammazzava l’agnello, si lessavano le uova, qualcuna in più, non si sa mai, chi bussava alla porta. Nel pomeriggio, la massaia confezionava un panierino tutto profumato con le uova che venivano portare a benedire. Chi poteva andava anche alle funzioni religiose, ma certamente tutti, ma proprio tutti, partecipavano alla messa di Pasqua…..della quale parleremo la prossima settimana.

Intanto auguriamo a tutti una buona Settimana Santa.



 



Le pulizie di Pasqua nel Podere Toscano





Ancora molte anziane tramandano questa bella tradizione del Podere Toscano. Siamo in Quaresima e proprio in questi giorni si succedono le benedizioni nelle case. Una volta nel podere di campagna era la massaia, spesso la moglie del capoccia o la donna più anziana, a dirigere le attività domestiche. Ella curava l’orto, organizzava il bucato, la manifattura del sapone, pensava alla panificazione, alle conserve a fare il formaggio. Inoltre la massaia controllava il pollaio e la vendita delle uova, dirigeva le altre donne impegnate nell’allevamento dei maiali domestici, maiali e pecore.
La massaia era l’unica donna del Podere a non svolgere il lavoro dei campi ma rimaneva a curare la casa e a badare ai bimbi piccoli.

Povera donna direte! Eppure in tanta fatica ella trovava il tempo di tenere la casa linda, soprattutto in previsione della visita del curato di campagna.

Ci si alzava presto, come al solito: l’importante era che ci fosse il sole perché la casa andava tenuta aperta molte ore. Giù a pulire il camino dalla cenere. Chi poteva dava una passata di calce alle mura annerite. E vai a spazzare, spolverare, lavare i pavimenti a fondo, pulire la cucina con tanto olio di gomito. Soprattutto si curava la stanza in cui riceveva il prete, si preparavano i biscotti per i bambini al seguito e una bella offerta per il prete. Chi poteva soldi oppure formaggio, visto che in quaresima il digiuno limitava il consumo di dolci e carne.

La visita del prete era sempre una bella occasione per parlare. In fondo la massaia aveva molte cose da dire:  in quanto responsabile dell’armonia del Podere ella aveva il compito di sopire le gelosie che nascevano tra le varie cognate. E ce n'era da dire......



 



Il Podere, come'era fatto.




Il Podere di una volta

Molti venendo a Podere Pendolino ci domandano come era una volta, qual era la destinazione originaria dei locali.
Tendenzialmente il Pendolino rispecchiava le case rurali di un tempo, fino alla fine della mezzadria.
Al primo piano si trovavano i locali destinati all’abitazione, mentre al piano terra c’erano le stalle. Gli animali producevano molto calore che saliva sino a riscaldare il tetto della stalla, ossia il pavimento dell’abitazione del contadino. Infatti, dal pavimento solitamente in cotto, filtrava il tepore della stalla.
 La cucina del Pendolino era molto spaziosa: al lato dell’acquaio c’era l’appendirame e dall’altro la bandinella, ossia il telo per asciugarsi, posto su un rullo così da potersi girare continuamente. Nei vani del muro c’erano tante mensole dove si poggiavano le stoviglie: piatti, bicchieri, zuppiere. I mezzadri, se volevano dei mobili ulteriori, dovevano convincere il capoccia comprarglieli.

In cucina non mancava la madia dove ogni otto-dieci giorni la massaia faceva il pane. Al Pendolino c’era anche un bel focolare: al suo interno, sedili rialzati che i contadini sceglievano gelosamente per le serate di veglia.
Accanto alla cucina si trovava una stanza adibita a granaio e cantina: vi si conservavano i sacchi di farina, appesi alle travi salsicce, prosciutti, peperoncini e teste d’aglio.

Dall’altra parte c’erano le camere, sapientemente riscaldate e custodite dalla massaia. Per l’acqua c’era il pozzo e le donne e i ragazzi erano costretti a fare avanti e indietro.

Nel Podere fu anche costruito un piccolo stanzino per fare i bisogni, la buca.
Come già spiegato al piano terra c’erano la stalla, il forno, l la stanza degli attrezzi, la rimessa per il carro. I castri dei maiali, al Pendolino, erano locati all’esterno della casa principale.



 



Festa Scaccia Inverno




A grande richiesta dei nostri amici e clienti, arriva la Festa Scaccia Inverno a Podere Pendolino, Venerd' 23 Febbraio cena a Buffet ore 20,00. Prenotate subito per non perdere il tavolo: ci divertiamo sempre tantissimo.



 



San Valentino a Podere Pendolino




Noi che lavoriamo incessantemente per il vostro girono piu' bello, no possiamo certo tralasciare San Valentino. 


Lo sapevate che.....tale festa si celebrava già nell’Antica Roma, quale festa dei Lupercali, un rito per propiziare il risveglio della natura e la fertilità delle giovani donne. L’antico rito pagano fu celebrato fino al V° secolo d.C. quando la Chiesa decise di introdurre la festa a San Valentino, sotto  Papa Gelasio.
Circa due secoli prima, il Santo, allora vescovo di Terni, fu giustiziato proprio il 14 febbraio. L’imperatore Marco Aurelio Claudio Quintillo  lo giudicò colpevole di celebrare matrimoni cristiani. Da allora, il Santo è venerato come protettore degli innamorati.



 



Carnevale Grasso





Siamo in tempo di Carnevale, ormai.
Nella campagna della Valdichiana, il Carnevale e' sempre stato sinonimo di abbondanza. Tecnicamente il Carnevale e' iniziato e terminerà precisamente il martedì 13 Febbraio, alla Vigilia delle ceneri ( e di San Valentino, udite bene).
Mi ricordo quando eravamo piccini, il martedì grasso era una gran festa qui in campagna. Si mangiava in abbondanza tutto il giorno, molta carne, in previsione dei digiuni quaresimali, sicuramente. Dalla mattina alla sera la tavola era sempre imbandita, anche per accogliere amici che venivano a far visita con la scusa del martedì Grasso. Non mancavano i cenci che mangiavamo avidamente, rubandoceli l'un l'altro. La sera poi era una gran festa. Nelle case di campagna ci si scatenava in grandi balli. C'era chi suonava l'organetto o la fisarmonica e talvolta apparivano commedianti da teatro povero, molto divertenti.


Nei weekend di Carnevale, potrete assaggiare a Podere Pendolino squisiti dolcetti tipici di queste zone. Vi aspettiamo.



 



Se domani fara' bel tempo




Cari amici di Podere Pendolino. L'inverno avanza con il mal tempo.

Viene voglia di stare al caldo in un luogo familiare: cosa c'è di meglio del Pendolino.

Luce soffusa, camino acceso, magari qualche candela e del buon vino.

Le serate a Pendolino, possono essere incredibilmente rilassanti.


Ùn abbraccio e buon inizio anno.



 



Befana in Toscana




Intoscana l'Epifania è molto sentita, soprattutto come rituale pagano. I contadini attendevano l'arrivo della vecchia, mettendo calze di lana appese direttamente alla catena del paiolo, altri a dei chiodi posti nel "canto" del focolare.

La Befana, poteva così sostitute le calze buone con le sue, logore e piene di buchi: in cambio lasciava dolci.

 

Semprei contadini usavano infilare la testa sotto la cappa del camino cercando di vedere almeno tre stelle; se ci riuscivano ciò era segno di buon auspicio, si poteva stappare il vino nuovo (il novello) e ciò era preludio di una buona annata.

 

Oggi è rimasto il rito della calza nel camino ed è possibile vedere per i paesi molti giovani e fanciulli recitare la "Befanata" una serie di stornelli cantati e recitati per propiziarsi la Vecchia, la Befana a lasciare doni.


InTuscan Epiphany is deeply felt, especially as a pagan ritual.

 

Thefarmers were waiting for the arrival of the old poor lady, called Befana, putting wool stockings hung directly to the chain of the the cauldron, in the fireplace.

LaBefana, could so substitutes her old dirty stockings, full of holes, with new ones, in exchange of  sweets.

 

Alwaysfarmers used stick the head under the chimney, trying to see at least three stars.

Thiswas an auspicious sign: then they could uncork new wine (the novel) and this was a prelude to a good year.

 

Todayin Tuscany countyside, it  remains therite of the socks in the fireplace; you can also see, in many little villages,  young people and childrenrecite the "Befanata" a series of folk songs sung and recited to propitiate the Old Befana to leave gifts.

 



 



Del maiale non si butta via niente




Del maiale non si butta via niente.

Chi ha i nonni vissuti in campagna, un po' tutti direi, si faccia raccontare perché il mese di Dicembre era tanto atteso: s’ammazzava il maiale.
Eh sì, un rito, un mito quello della macellazione della scrofa per i contadini toscani.

Sentite un pò come accadeva.

In primis, si affilavano i coltelli, si cercavano le spezie, si pulivano i banchi per la macellazione.
Il mattino scelto per l’uccisione della povera bestia, iniziava con l’accensione del fuoco per riscaldare al paiolo un bel pò d’acqua bollente. Era uno stridore di urla e gemiti acuti in tutta l’aia: le bestie avvertono sempre quando è arrivato il loro momento.

Ucciso il maiale, con uno spunzone di ferro conficcato direttamente nel cuore, si abbrustoliva il pelo e si raschiava subito la cotenna con un coltellaccio. Le massaie mettevano tutta la loro forza per fare un bel lavoro.Lavato accuratamente e appeso a testa in giù. Il sangue veniva raccolto subito per fare il brusito.
Tolte le animelle, un piccola porzione di carne veniva cotta subito con la polenta per il pranzo di rito.

Dopo due giorni di riposo, tutta la famiglia si riuniva intorno al tavolo per spezzettare il nobile porcello. Cosci, spalle, capocolli, pancette, gotici, zampini: con l’altra carne magra, dopo macinata, si facevano salsicce, salami. Il lardo veniva raccolto, strutto a fuoco lento. Con i ciccioli rimasti si condivano molte pietanze. Gli ossi venivano puliti con la soda caustica per fare i saponi, la sciugna. Che odori intensi di spezie, di lardo, di sangue.....

Insomma, tra cotenne, orecchie, musini si cucina tutto.

Eh sì, quella dell’uccisione del maiale, dopo il natale era l’evento principale delle campagne d’inverno.



 



Il cinghiale in umido




Siamo toscani e per questo ci piace raccontare le nostre ricette ancestrali: il Cinghiale in umido

Abbiamo chiesto alla nostra brigata di cucina qualche segreto di questo famoso piatto.
1) E' un piatto slow, che richiede tempo, passione, amore
2)La marinatura deve essere a regola d'arte, fatta di ottimo chianti e spezie: battuto, aglio, rosmarino, salvia, alloro, timo, maggiorana, bacche di ginepro. aggiungere una spolverata di pepe nero e spruzzare sopra un po’ di vino rosso. Il cinghiale non deve affogare nel vino; va girato di tanto in tanto, durante le 24 ore di salamoia
3)Porlo in una casseruola per una prima rosolatura. Quando la carne avrà buttato fuori l'acqua, quella dal sapore forte di cacciagione, scolate il tutto.  Eliminato il liquido, rimettere i bocconcini sul fuoco con aglio, olio, salvia e rosmarino.
4) Bagnare con vino rosso, lo stesso utilizzato per la marinatura, una volta filtrato. Dopo qualche minuto aggiungere la passata di pomodoro
5) Insaporire con  timo, maggiorana, alloro, bacche di ginepro e peperoncino e anche qualche chicco di pepe nero.
6) 2-3 ore di cottura.



 



Al caldo del Podere





Il clima natalizio pervade tutto il nostro locale. Ogni dettaglio è allestito con amore e cura incredibili della nostra Rosy per rendere il Podere la vostra casa. In queste fredde e ventose serate invernali e' bello rifugiarsi al Pendolino in un ambiente caldo e ospitale, come facevano i vecchi mezzadri che vi abitavano.

Un tempo i contadini, in inverno, ritornavano al casolare appena tramontato il sole. Si sedevano nelle panche ai lati del tavolo e la massaia dava loro un piatto di minestra, di magro si diceva: minestra di erbe insaporite con la cotica o con l'osso del prosciutto, fatta bollire più volte. In tavola c'era solo il pane da mangiare eventualmente con cacio stagionato, fichi secchi, noci o uva.


Che miseria. Oggi tornare al Podere è invece ricchezza, se pensiamo al menù, agli arredi, al caldo. L'importante però secondo noi, è mantenere viva la memoria di quello che eravamo un tempo. Solo così si può apprezzare fino in fondo il benessere di oggi.


Nell'attesa di rivedervi auguriamo buone feste a tutti.




Vi aspettiamo.



 



Pranzo di Natale 2017




Pranzo di Natale 2017


Lunedi' 25 Dicembre ore 13,00:

aspettiamo voi e le vostre persone care per festeggiare il Natale qui tutti insieme, con la Famiglia di Podere Pendolino



Antipasti del podere


Sottili di prosciutto al coltello con scaglie di pecorino
Carpaccio di bresaola di chianina
Sformatino di cavolo bianco con zafferano
Cestino di polenta con porcini e tartufo
Zucca in pastella 
Bruschettine alla toscana bagnate in brodo
Sfogliatine con broccoli  

3 Primi

Tortellini in brodo
Spaghetti alla chitarra con carciofi freschi e pancetta rosolata 
Lasagna di farina integrale con ragù di chianina
                       
 2 Secondi   
Soupreme di faraona in crosta di noci e tartufo
Carrè di vitellina da latte in fondo bruno

Vini
Chianti, Pinot, Spumante Asti


Dolce
Meringa con panna fresca e gocce cioccolato
Sfogliatine di mele con crema chantille

Servizio bar a piacere, con liquori, amari e distillati
Servizio caffè espress
o

              

€  42,00  a p.na tel: 0575 849697



 



Festa a Podere Pendolino




Festa a Podere Pendolino. Venerdì primo Dicembre ore 20,00 Cena a Buffet



 



Il Natale alle porte




Festa d'Inverno a Podere Pendolino

Venerdì I° Dicembre ore 20,00




Antipasti del podere:
Fegatini, Mini Panini: Porchetta di Monte San Savino
tagliata al momento, lampredotto, Trippa,
Cinghiale in umido,Involtini di fagianella con rigatino

Formaggi: Pecorino fresco
Formaggio pecorino di Fossa
Pecorini toscani vari accompagnati da miele, e marmellate
Ciacce al rosmarino, Burrata, Treccia di bufala
Degustazione di vini Rossi Toscani abbinati ai formaggi

Bruschette preparate al momento con salse: toscana, fagioli

Norcineria: Prosciutto toscano da affettare a mano
al momento dal cuoco Salsiccia stagionata
Salamini toscani, Capocollo, Finocchiona, focaccine calde

Fritto: Carciofi e Zucca in pastella, Frittatine Porro e Pancetta,
Cipolle rosse cotte al Chianti
Vegetariano: Soufflè di cime di rape e frutta secca,
Verdure grigliate, Melanzane gratinate con mollica di pane e uvetta,
Cestini di polenta con funghi
Primi: Pici con ragù di cinghiale
Maltagliati saltati con finferli freschi

Dolce: Gattò aretino Torte della nonna, Crostate di frutta
Spumante, Vini rossi Toscani e Aretini
Frutta fresca - caffè espresso e distillati a piacere

€28,00 a persona Prenotazioni 0575 849697



 



La zappa nella mezzadria




Sua maesta' la zappa.

Quante volte la prendiamo in mano per curare l'orticello di Podere Pendolino. E quante storie del passato avrebbe da raccontare se potesse parlare, la zappa nella mezzadria.

Sì perchè la sua presenza era fondamentale proprio in questo periodo di semina per battere il terreno e spianare i mucchi di terra. In altri periodi dell'anno viene e veniva usata per rincalzare il terreno intorno a olivi e filari. La zappa nella mezzadria rispettava il principio di uguaglianza contadina per cui veniva usata indifferentemente da uomini e donne.

La lama veniva sapientemente costruita dai mastri fabbri i quali creavano un anello apposito, detto occhio, dove veniva inserito il manico preparato dal  mezzadro. Normalmente il contadino usava un robusto legno di acacia o di leccio, precedentemente stagionato. Lungo circa m1,25, il legno si infilava nell'occhio; per non farlo asciugare e quindi rimpicciolire, in estate veniva conservato nell'acqua. Così la zappa nella mezzadria poteva assolvere al suo prezioso ruolo, per circa 6-7 anni.




His Majesty the hoe.

How many times do we take it in hand to treat the Podere Pendolino vegetable garden. And how many stories it would tell if it could talk, the hoe.

Yes because its presence was crucial at this time of sowing to beat the ground and plan the heaps of land. In other periods of the year it is used  to crush the soil around olives and rows. The hoe in the bullion respected the principle of peasant equality for which it was used indifferently by men and women.

The blade was expertly constructed by the blacksmiths who created a special ring, the eye, where the handle was made. Normally, the peasant used a sturdy aged acacia or leccio wood, previously seasoned. Along the length of about 1.25 meters, the wood lay in the eye; so as not to let it dry and shrink, it was kept in the water in summer. Thus, the hoe could fulfill his precious role, for about 6-7 years.



 



Occhio al paniere




Occhio al paniere

Molti turisti, soprattutto stranieri, sono attratti dai nostri capolavori artigianali.
Tra questi un posto speciale meritano i nostri panieri, sapientemente intrecciati secondo antiche tradizioni.
Utilissimi un tempo, soprattutto nei lavori di campagna.
Tecnicamente, il paniere Toscano, ha il fondo a raggiera costruito incastrando il materiale a forma di croce. Si utilizzano circa 8-10 bastoncini di vimini per il fondo; quindi dalla base, l'ossatura, con vimini robusti, si passa alla parte laterale con vimini più esili.

La fase finale è considerata la più delicata: la modellatura del bordo e del manico del cesto, che deve durare anni!
Il lavoro è sapiente e anche veloce se fatto da mani esperte: si possono impiegare 2 ore per fare un bel paniere robusto contenente fino a 5 kg d'uva.



Look at the basket

Many tourists, especially foreigners, are attracted to our craft masterpieces.
Among them a special place is emerging our baskets, built according to ancient traditions, very useful especially in country jobs.
Technically, the Tuscan basket, has the rays bottom, constructed by encapsulating the cross-shaped material. We use about 8-10 wicker sticks for the bottom and finer  as you proceed. Then, from the base, the skeleton, with wicker robust, passes to the latitudinal part with wicker.

The final stage is considered the most delicate: the trim of the basket and the handle of the basket, which must last years!
The work is wise and also fast if made by expert hands: it can take 2 hours to make a nice basket  containing up to 5 pounds of grapes.



 



Il Fiore in tavola




La tavola di Podere Pendolino è sempre adornata, in ogni stagione. In questo si riconosce il gusto e la sensibilità della nostra Rosy, attenta ricercatrice di mode e tendenze. A lei si devono le coreografie wedding e l'arredo del Podere.


Un fiore amato che potrete ritorvare nelle nostre apparecchiature è la Calla che esprimono in sé diversi linguaggi e significati.


Fiore celebrato dal cinema, dalla mitologia e dalla fotografia, la calla raccoglie diversi significati.


Nelle cerimonie nuziali la calla esprime il significato del candore e della purezza, ed è sempre associata alla giovinezza. Molti bambini della Prima Comunione, hanno durante la processione religiosa una calla in mano.




Calla is flower among those who express themselves in different languages and meanings. Flower celebrated by cinema, from mythology and photography, calla contains sometimes contrasting  but always effective to express wishes, emotions and feelings on any occasion or moment of life.  In wedding ceremonies, calla expresses the meaning of candor and purity, while at funerals emphasizes the memory of a young person who died early.  The main meanings of the calla are, however, positive, though they pass from the whiteness of white flowers, to the audacity of the variously colored ones and to recall the symbols passion and seduction.





 



Cavolo nero di Toscana




Salutiamo il Cavolo nero di Toscana dedicandogli un breve articolo. Detto anche Cavolo a penna, è il protagonista indiscusso delle nostre zuppe, in primis la mitica Ribollita, la nostra minestra di verdure e fagioli con pane toscano casereccio (sciapo), raffermo.
Il cavolo nero è una verdura invernale, molto forte, ossia capace di resistere ai climi rigidi.
Forse proprio per questo è consigliato anche per la salute: si dice prevenga certe forme tumorali e ulcere varie.

Come deve essere l’originale cavolo nero Toscano?

La foglia lunga, dal colore verde intenso, con la costola più chiara. La foglia presenta in superficie una parvenza rugosa ed è questa la parte da utilizzare in cucina. Infatti consigliamo lasciare la costola, più dura e indigesta.

Sapore intenso e dall’odore forte, acidulo.

Insomma, un vero toccasana per la nostra salute.



 



Quando s'andava a veglia




Che festa le veglie contadine d'un tempo.

Venire a Podere Pendolino, nel caldo ambiente contadino, autentico, con la nostra famiglia che vi accoglie è per molti amici come venire a veglia. Almeno così ci dite.

Proprio l'altra sera, degli amici della Chiana ricordavano quando andavano a veglia da piccini a casa dei nonni ( a metà del secolo scorso).

Tutti intorno al focolare che era grande, in mattoni e accoglieva al suo interno tante seggioline per stare al caldo. Le sedie per le veglie erano solitamente più pichine.
Ognuno aveva il suo posto: c'era chi preferiva stare dentro il camino in fondo al cantuccio e guai a chi gli rubava il posto.
Nelle sere d'inverno, quando faceva veramente freddo, non come adesso, le donne ricamavano, facevano la calza o filavano la lana.
A volte venivano i contadini dei poderi vicini: parlavano del lavoro dei campi, del calendario del raccolto, delle bestie. Una visitino alla stalla ci scappava sempre, soprattutto se doveva nascere un vitellino.

Poi tutti dentro al calduccio a giocare a briscola. Che buone le caldarroste cucinate in autunno dalle massaie, prorpio nel camino, meglio se accompagnate da un goccio di vinsanto che nelle case contadine non mancava mai.



 



Quando si vendemmiava a Ottobre




La Vendemmia d'una volta


L'estate che ci saluta, ci fa venire in mente le usanze d'un tempo: la vendemmia.
Ce la racconta un vecchio contadino della Valdorcia, incontrato di recente durante un sopralluogo per un evento, nella splendida campagna senese.

"La vendemmia iniziava tarda, la prima settimana di Ottobre. Si scendeva in vigna presto, uomini e donne di tutte l'età. L'uva doveva già essere asciutta dalla rugiada notturna. Il capoccia caricava in cantina i bigonci, ben puliti, che venivano trasportati in vigna con il carro dei bovi chianini.

Ognuno di noi, portava un corbello o un cesto.Che bello lavorare tutti insieme, che allegria nei cuori e nelle parole. Le donne cantavano.
Una volta pieni i bigonci venivano portati in cantina.

Precedentemente si erano fatti tutti i lavori di pulitura delle botti, che venivano bruciate all'interno con lo zolfo per togliere tutte le muffe.

L'uva veniva gettata nei tini e pigiata con i piedi. Poi queat' usanza è passata. Peccato, che diveritmento per noi bambini, un pò meno per le donne. Si diceva che il vino faceva le gambe belle.

L'uva veniva ammostata nei bigonci e poi versata nello strettoio in cui iniziava la spremitura ad opera di contadini robusti che giravano la leva avvitando il torchio.

Il mosto cadeva in una grande tinozza e veniva poi messo a bollire nel tino.

Che profumi inebrianti, un pò forti per noi bambini.
Prima si torchiava l'uva bianca che bolliva poco ossia il vino veniva fatto vergine. Una volta liberati i tini si passava all'uva rossa, che invece bolliva più di una settimana insieme alla vinaccia.

Quando il vino smetteva di bollire, veniva svinato, ossia si separava il liquido dalla vinaccia, utilizzata in seguito per fare la grappa. Finalmente il vino poteva riposare nelle botti fino a Pasqua, tempo in cui si travasava nelle damigiane, pronto per le ricche feste pasquali."


Che nostalgia, non so voi....



 



La religlione della Grigliata




Oggi parliamo di grigliata, l'amore segreto di noi italiani e non solo.

In Italia, grigliata e barbecue sono sinonimi: noi siamo più tradizionali e ci atteniamo ai trucchi di cottura tramandati dai nonni. Si perché la grigliata è forse l'unica arte culinaria da sempre portata avanti dagli uomini, discendenti dei cacciatori del neolitico. La grigliata fa molto macho, si sa: e che dramma se si sbaglia qualcosa. E' sempre una questione personale.

Niente americanate, dunque. Niente coperchio bombato, niente cottura fumée. La grigliata all'italiana prevede la classica cottura su fiamma viva o brace accesa, a cielo aperto.

I segreti della grigliata secondo Podere Pendolino?

1) Non usiamo mai carboni artificiali che possano dare alla carne un retrogusto di petrolio. Nè accenditori chimici al chermes.

2)Griglie, pinze, attrezzi in genere  professionali ben curati

3) La marinatura (olio, spezie) a piacimento anche succo di limone, birra ecc. sempre una mezz'ora prima.

4) Il tempo di cottura: cottura al sangue, media e ben cotta. Normalmente è una questione di temperatura della carne che noi sappiamo monitorare ad occhio, vista l'esperienza. Se la carne ci sembra meno cotta all'interno, basta spostarla su una parte della griglia con meno brace. Lentamente terminerà la sua cottura senza carbonizzarsi all'esterno

5) Pazienza, molta pazienza. La grigliata è uno di quei piatti che richiede un rituale preciso, tempo e amore. Velocità e grigliata non vanno bene insieme.

Da evitare secondo noi: accenditori chimici che possono lasciare puzza di chermes, sovrarcottura a fiamma viva che può carbonizzare la carne, bucherellare la carne tanfo da farne uscire i preziosi succhi.

Qualcuno definisce la grigliata un religione che piace a tutti, ma tutti la vogliono interpretare a modo loro.




In Italy, grilling and barbecues are synonymous: we are more traditional and we stick to the cooking tricks handed down by our grandparents. It is because grilling is perhaps the only culinary art ever carried by men, descendants of Neolithic hunters. The grill is very macho, you know, and what a drama if you miss something. It's always a personal matter.

No american matters, then. The Italian-style grill features classical cooking on a flame-burning or burning open fire.

The secrets of the Podere Pendolino Grill?

1) We never use artificial carbons that can give the meat a petroleum aftertaste.

2) Grids, pliers, well-groomed professional tools

3) Pickling (oil, spices) at preference also lemon juice, beer etc. Always half an hour before.

4) Cooking time: rare, medium, and well cooked. Normally it is a matter of the temperature of the meat that we know to keep track of, given the experience. If the meat seems less cooked inside, just move it to a part of the grill with less brace. Slowly he will finish cooking without carbonizing outside

5) Patience, a lot of patience. Grilling is one of those dishes that requires a precise ritual, time and love. Speed and grill do not go well together.

Avoid in our minds: chemical lighters that can leave stench of petrolium, overcooking with a flame that can burn the meat, puncture the flesh to make the precious juices go out.

Someone defines the grill as a religious: but everyone wants to interpret them in their own way.




 



Crostini Neri, che passione




Toscana e Crostini Neri oso sinonimi, si sa.
Ogni famiglia ha la sua ricetta, e non scherziamo.
Sì perché qualcuno svia dalla ricetta originale che prevede fegatini di pollo come base e milza.

Alcuni aggiungono macinato di maiale, altri tolgono la milza, chi toglie i fegatini chi lascia la milza: a piacimento.

Si servono con pane toscano scialo, senza sale: si spiegano così le nostre salse saporiti che tutti amano.


I crostini neri Toscani sono anche molto famosi all'estero: non c'è straniero che non ce li richieda, anche nei matrimoni.

Una passione per chi li fa li fa e chi li mangia.



Tuscany and Black Crostini are synonymous, you know.
Every family has its own recipe, and we do not joke.
Someone changes the original recipe that provides chicken liver as a base and spleen.

Some add ground pork, others remove the spleen, who removes the liver who leaves the spleen: at will.

They are served with delicious Tuscan bread without salt: we explain our tasty sauces that everyone loves.


Tuscan black crostini are also very famous abroad: there is no foreigner who does not require them even in marriages.

A passion for those who make them and who eats them.



 



Cinghiale in Umido




Viaggiare inToscana, è un'esperienza culturale, naturalistica e culinaria. I Food lover sono accontentati e molti vanno alla ricerca di una delle nostre più famose  specialità: il cinghiale in umido.

Il cinghiale in umido è un piatto slow, che richiede molte ore di preparazione e di cottura: addirittura si inizia a prepararlo un giorno prima con la marinatura.

Innanzitutto noi di Pendolino abbiamo la fortuna di avere cacciatori che ci forniscono cinghiale locale: belli, grassi al punto giusto, saporiti, ricchi di polpa intorno all'osso.

Come dicevano il cinghiale viene fatto risposare in salamoia per molte ore: intriso di spezie e vino rosso, riposa secondo riti ancestrali. Aglio, rosmarino, salvia, alloro, timo, maggiorana, bacche di ginepro: chi più ne ha più ne metta; viene girato rigorosamente a mano, come una volta.

Viene cucinato per ore molto lentamente, 2 o 3 ore, riutilizzando un pochino del vino ella salamoia e naturalmente immerso nel succo di pomodoro. Il rosso non può mancare in questo piatto da intenditori.

Buon appetito!



Traveling in Tuscany, is a cultural, naturalistic and culinary experience. Food Lovers are happy and many are looking for one of our most famous specialties: Wild boar.

The Wild boar is a slow dish, which takes many hours of preparation and cooking: even you start preparing it one day before with the marinade.

First of all at Podere Pendolino, we are lucky to have hunters who provide us with local boar: beautiful, fat at the right, tasty point.

As they say, the wild boar is picked up in brine for many hours, spiced with spices and red wine, resting in ancestral rites. Garlic, rosemary, sage, laurel, thyme, marjoram, juniper berries: the more you put it; It is shot rigorously and handily, as it once was.

It is cooked for hours very slowly, 2 or 3 hours, reusing a little of the wine and brining it naturally dipped in tomato juice.


Buon appetito!



 



Agriturismo, emozioni a non finire....




L’agriturismo è innanzitutto emozione

Diceva Henri Grolleau, Padre Fondatore dell’agriturismo. Suo l’importante studio del 1987 “Le tourism rural dans le douze Etats membres de la Communauté économique européenne”-

“L’agrutrurimo è quello che “ricercano i cittadini: emozioni semplici, in  un mondo semplice fatto di cose semplici. Ovvero ricerca di emozioni vere. Per persone che hanno perso il contatto con la natura, per il quali il mondo rurale genera un nuovo esotismo, un lusso supremo quello delle cose semplici.”.

Noi di Podere Pendolino, amiamo incarnare lo spirito dei padri fondatori dell’Agriturismo. Per questo ci dedichiamo ai vostri desideri, cari amici turisti, rispettando l’ambiente che vi accoglie, dedicandoci da “contadini” alle nostre piccole attività rurali quali la cura degli olivi, dell’orto, di fiori.
Abbiamo messo cura  nel restaurare prima e nell'arredare poi  i nostri locali cercando di riprodurre fedelmente lo spirito rustico toscano. Lo stesso che ritrovate nei nostri piatti sempre nuovi e fantasiosi ma profondamente radicati nelle nostre tradizionali ricette, tramandate di madre in figlia.
Tutto estremamente personalizzato, che porta l’impronta del nostro amore e della nostra fatica.









“The agritourism is first and foremost an emotion”, by Henri Grolleau, founder of the Agriturismo. His major study of 1987 "Tourism tourism dans le douze Etats membres de la Communauté économique européenne" -

"Agritourism is what citizens are looking for: simple emotions, in a simple world of simple things. That is, looking for real emotions. For people who have lost the touch with nature,  rural world is creating a new exoticism, a supreme luxury, that of simple things. "

At Podere Pendolino, we love to incarnate the spirit of the founding fathers of the Agriturismo.That's why we are dedicated to your desires, dear friends and tourists, respecting the environment that welcomes you, dedicating us from "peasants" to our small rural activities such as the care of olives, orchard, flowers.

We have taken care of the restoration before and then furnishing our rooms trying to faithfully reproduce the rustic Tuscan spirit. The same you find in our ever-new and imaginative dishes, deeply rooted in our traditional recipes, handed down from mother to daughter.

Everything is extremely personal, which brings the impression of our love and our hard work.



 



Girasole, we love it




Turisti italiani e stranieri rimangono estasiati dai vasti campi di girasoli che inondano le nostre terre.
Chi non ama questo grande fiore giallo: lo sapevate che il girasole non è un solo fiore ma un'infiorescenza composta da tanti fiorelini posti a spirale, nell'uno e nell'altro senso. Esattamente 35 in un senso e 55 nell'altro.

Per il suo significato non ci sono dubbi: esso rimanda a concetti di allegria, solarità, gioia. Per questo amiamo inserirlo anche nelle nostre coreografie wedding

La sua particolarità? gira il capolino verso il sole, dall'alba fino al tramonto. I più romantici lo interpretano come il desiderio di trascorrere il tempo a disposizione con la persona amata, un'intera vita o un giorno intero. Scegliete voi.



Sunflower, the most beloved

Italian and foreign tourists remain ecstatic by the vast fields of sunflowers that flood our lands.
Who does not love this big yellow flower: Did you know that the sunflower is not just a flower, but a flourish made up of so many florid flowers, in one way or another. Exactly 35 in one direction and 55 in the other.

For its meaning there is no doubt: it refers to concepts of joy, solitude, joy. That's why we love to include it in our wedding choreographies

Its peculiarity? Turns the peal into the sun, from dawn till sunset. The most romantic people interpret it as the desire to spend time with loved ones, a whole life or a whole day. You choose.



 



Summer air at Podere Pendolino




Aria d'estate a Podere Pendolino.
Che bello godersi le fresche serate estive al nostro Podere.
Specialmente la sera, sulla nostra collina, si alza un venticello lieve, a rinfrescare la nostra pace.
Il silenzio della campagna è interrotto dal canto dei grilli, dal fruscio delle frasche, dalle voci liete dei commensali.
I profumi sono intensi di frumento tagliato e di frutti maturi dei nostri alberi.
La campagna toscana in estate esplode in tutto il suo splendore



Summer air at Podere Pendolino.
How nice to enjoy the cool summer evenings at our farm.
Especially in the evening, on our hill, we have a gentle breeze to refresh our peace.
The silence of the countryside is interrupted by the chanting of the crickets, from the sound of the leaves to the wind from the gentle voices of the diners.
The scents are intense, especially the chopped wheat and the ripe fruit of our trees.



The charm of the Tuscan countryside in summer is unique.



 



Vacanze in agriturismo




Sempre più italiani scelgono la vacanza ima agriturismo.
A Podere Pendolino, viviamo praticamente con i nostri ospiti che ci scelgono per il pernottamento e la ristorazione.

    1.    L'amore per la natura: la nostra collina, immersa in oliveti e verdi campi, offre un habitat pulito e rigenerante
    2.    La posizione è favorita da una fresca ventiazione che allieta anche le ore più calde
    3.    Il buon cibo: il nostro ristorante offre la possibilità di degustare piatti tipici della cucina Toscana, apprezzati da clienti locali e forestieri
    4.    Il rapporto qualità prezzo: imbattibile secondo molti dei nostri visitatori
    5.    La disponibilità data da una gestione familiare, calda e accogliente



More and more Italians choose the holiday in a farmhouse.
At Podere Pendolino, we live with our guests who choose us for overnight stays and dining.

1. Love for Nature: Our hill, surrounded by olive groves and green fields, offers a clean and regenerating habitat
2. The position is favored by a fresh ventilation that also enlivens the hottest hours
3. Good food: our restaurant offers the opportunity to taste typical dishes of Tuscany cuisine, appreciated by local and foreign guests
4. Value for money: unbeatable according to many of our visitors
5. Availability given by family management, warm and welcoming



 



L'antipasto di Podere Pendolino




L'antipasto di Podere Pendolino, il più ricco, il più scelto.

Uno dei nostri best seller del Podere è proprio il nostro ricco antipasto: le porzioni sono abbondanti come è usanza nella nostra casa.

La selezione dei prodotti è curata attentamente dallo Chef insieme ai titolari Claudio e Patrizio per non badano a spese in quanto a qualità delle materie prime.

Non troverte salumi e prodotti industriali ma prodotti acquistati dai nostri grandi artigiani del gusto. 


The appetizer of Podere Pendolino, the richest, most cherished.

One of our best sellers at Podere is our rich appetizer: the portions are abundant as is customary in our home.

The selection of the products is carefully chosen of by the Chef, together with the owners Claudio and Patrizio, who care a lot about the quality of the raw materials.

you don't  find salami and industrial products but products purchased by our great taste craftsmen.



 



Orticello con amore




A Podere Pendolino siamo nostalgici.
Storie del passato, tradizioni contadine, ricette delle vecchie massaie e usi e costumi in genere.
Tra questi cieli ovviamente il buon uso di un orticello dietro casa.

Anche quest’anno ci siamo cimentati nell’ impresa.
Le ambizioni in termini di quantità sono modeste.
Per la qualità, stiamo dando il meglio di noi stessi: il resto lo fa la natura splendida dei terreni del Podere.

Contiamo sulla collaborazione degli animaletti che girano intorno alla campagna: i ricci mangiano gli insetti, i rospi si nutrono di lumache, le coccinelle mangiano gli afidi.
Il sole della Toscana non manca e neanche l’acqua. In questi tempi di relativa siccità ci siamo muniti di un piccolo sistema d’irrigazione onde non rischiare di buttar via il lavoro duro delle nostre maestranze.

Il gusto con l’orto ci guadagna: per non parlare della salute.


Our Vegetable Garden


At Podere Pendolino we are a bit nostalgic.
Past tales, peasant traditions, recipes of old menus and habits and customs in general.
Of course, there is a good use of a horticulture behind the house.

Again this year we have been in the business.
Ambitions in terms of quantity are modest.
For quality, we are giving the best of ourselves: the rest makes it the splendid nature of the farmland.

We count on the collaboration of the animals that run around the countryside: the curls eat the insects, the toads feed on snails, the ladybugs eat the aphids.
The sun of Tuscany is not lacking nor the water. We have a small irrigation system so that we can not risk throwing away the hard work of our workers.



 



5 motivi per cui gli stranieri amano la campagna Toscana




Years of experience with foreign customers, both in the restaurant and in the agritourism, allow us to express our opinion on the tastes and preferences of tourists.

Foreigners come to Tuscany for many reasons:

1) Sun and nature: Tuscany is the most photographed in the world

2) Culture. Not just monuments, but also events and culture in general: many foreigners study the Italian language in their country

3) Environment: Nature must be uncontaminated and well protected: foreigners are very sensitive to ecology, especially northern Europe and waste disposal

4) The humanity, the warmth of the people with whom they want to mix

5) Cooking: Many of them attend cooking classes in their country. At the table they claim the highest in terms of product quality, recipe and wines. They want to learn the story of the dish and the face producer behind any product.



 



Italian Flag on our dishes




In Tuscany home is where the kitchen is:for italians, cooking is an art, as they do it with heart.

 

For Tuscany recipes, freshness is the propertyof being pure and natural.

Every recipe is a world of emotions, a word ofsurprises, flavours and colors.

  

Italy was not united under one law and considered a single country until 1861. Italian cuisine is much like their language - there is a national language that every region speaks but every region has their own dialect that they speak between one another. You will see this same phenomenon in food.

As you travel through Italy, you will notice how each region has specific dishes and ingredients that they are best known for, yet there are basic ingredients such as pastacheese and olive oil thatall of Italy uses.

 

 

Italians flag is spread all around this fantastic dishes. Red, the color of love, in italian tomatoes rich of parfumes. Green of the Fresh vegetable are key ingredients in the kitchen.. White of their fantastic cheese and bread


All meals are served accompanied by there gional bread: a white, plain, unsalted loaf.  This tradition dates back to the 16th century when there was a tax put on salt, changing the way locals thought about baking bread. This old traditionof unsalted bread has carried on and now marks Tuscan bread apart fromother regions in Italy.  It may seem flavorless at first but its real job is to soak up all the leftover juices left on your place,giving it all the flavor it needs and leaving your bread basket empty at the end of the meal. Please, feel free to do it!

Perfect with Tuscany bread, Salumi and Ham: at Podere Pendolino they are all made by tuscany artisan of food. Non industrial salami in your dishes!
Please taste all the Pecorino Cheese: they are made from ancient and 
traditions sienese recipes. 
The Tuscany bread is also flavored by using a variety of ingredients for crostini: you will have a great selection.

Say Italy Say Pasta. The pasta you are going to taste is handmade, except the rice of course.



 



Trippa alla Fiorentina




Trippa alla Fiorentina

Ovvero la storia nel piatto.
La trippa alla fiorentina è un piatto tradizionale della cucina Toscana che noi di Podere Pendolino, amiamo ripetere nei nostri buffet.

Tecnicamente la trippa prevede lo stomaco del vitello, omaso ed abomaso chiamati comunemente centopelli e lampredotto.

Chi viaggia per Firenze, troverà sempre i gloriosi trippai, eredi della più antica tradizione di cibo di strada che cucinano quotidianamente questo prodotto freschissimo.
Si ricorda che la trippa è un piatto molto magro.

Preparato un trito di odori messi su olio, la trippa viene messa a cuocere con l’aggiunta successiva di pomodoro. Salata e palpata, viene lasciata cuocerete circa 40 minuti. Ottima con una spolverata di parmigiano, sia calda che a temperatura ambiente o addirittura fredda.



 



Colori di Primavera




La Primavera si sente nell'aria, si vede ammira nella natura, si degusta nei piatti.

Il Menù primavera è dispoibile al nostro Podere: profumi di carciofi, asparagi, erbe di campo invadono i vostri piatti. Il nostro orticello sta prendendo vita con le nuove semnie: piano piano, sperando di evitare dannose gelate.

Infatti questa stagione in Valdichiana è un pò ballerina: caldo e freddo si alternano inaspettatamente.



 



Festa di Primavera 2017




Con la primavera cresce la voglia di incontrarsi al Podere.
Vi riproponiamo, a grande richiesta, una delle nostre ricche conviviali: Venerì 7 Aprile ore 20,00, ricca cena a buffet

Antipasti del podere
Pappa al pomodoro, Fegatini, Mini Panini:
Porchetta monte San Savino tagliata al momento,lampredotto,
Trippa, Cinghiale in umido

Formaggi:  Pecorino fresco con baccelli 
Formaggio pecorino di Fossa,  Pecorini a foglia di noci,
con cenere  accompagnati da miele, e marmellate
Ciacce al rosmarino, Canestro di gorgonzola, Treccia di bufala
Degustazione di vini Rossi Toscani abbinati ai formaggi
Bruschette preparate al momento con salse: paté di fegato toscano
Pomodorini e basilico

Norcineria:  Prosciutto toscano da affettare a mano
al momento  dal cuoco Salsiccia stagionata 
Salamini toscani, Capocollo, Finocchiona, Abbinamento di
ciaccie/ focaccine calde

Fritto: Fiori di zucca, verdure fresche
 
Vegetariano: Omelette fatta al momento: con carciofi,  
con asparagi al porro,  di patate, Verdure grigliate,
Melanzane gratinate,  Pinzimonio monoporzione con salse,
Carciofi ripieni
 
Primi: Gnocchetti di patate su crema di pecorino fresco
baccelli,  e guanciale di cinta rosolato,
Pici con ragù di cinghiale,        Vini rossi toscani/aretini 
  
Dolce: Zuppa inglese, Torte della nonna, Crostate
con marmellate  del podere , Ciambellini con vin santo, 
Frutta fresca  -  caffè espresso e distillati

€27,00 a persona  Prenotazioni 0575 849697



 



Pasqua 2017




Carissimi a grande richiesta pubblichiamo il nostro menù di Pasqua.

E' una grande gioia condividere questo momento con voi.


Antipasti 
Sottili di prosciutto con rucola
Carpaccio di  bresaola di chianina
Soufflè di ricotta e asparagi 
Timballo di bufala e verdure grigliate
Bruschettine alla toscana bagnate in brodo
Sfogliatine ai funghi
Cestino fillo con porro, olive verdi e pancetta
Uova benedette in salsa verde


Primi

Tortellini in brodo

Gnocchetto di patate al chianti su crema di zucchine
con pecorino fresco sopra e pancetta
Pici con ragù di Ocio


Secondi
Agnello al forno con bacche di ginepro e rosmarino
Filetto di maiale su crema di porro e lardo di colonnata 
Contorno:Lamelle di patate arrosto, Tortino di fagioli 


Vino: Chianti  Classico, Pinot , Spumanti Asti e Brut   


Dolce, Assaggio dello Chef
Sfogliatine mele uvetta su crema al mascarpone,
panna cotta ai frutti rossi, ananas spicchiato ;
   

Servizio bar a piacere, con liquori, amari e distillati; 
    Servizio caffè espresso 

          

€   42.00 a p.na              Prenotazione 0575 849697   



 



Il Pesce fresco di Podere Pendolino





Ogni tanto, amiamo ricordare ai nostri amici e clienti che la cucina di Podere Pendolino è rinomata non solo per i piatti di terra ma anche per quelli di mare.

Ebbene sì: da anni abbiamo investito nei migliori fornitori di pesce che ci garantiscono tutti quei requisiti necessari per far nascere grandi piatti.

Ovviamente, il nostro Chef Massimo Pascucci, “ci mette del suo” rielaborando succulente ricette, nuove ogni stagione, per rispettare la freschezza e la stagionalità di tutte le componenti.

Da Podere Pendolino, potrete trovare piatti di pesce nel nostro menù oppure ordinerà una cena di pesce con gli amici: provvederemo in questo caso all’ordinazione dei prodotti richiesti.

Vi assicuriamo:

Serietà e competenza del fornitore
Freschezza del prodotto fornito
Varietà della scelta, secondo le stagioni
Ricchezza organolettica del prodotto
Esaltazione del pesce grazie alle ricette di Podere Pendolino





Good morning, friends,  we love  to remind you that the kitchen of Podere Pendolino is renowned not only for land dishes but also for those of the sea.

Yes: for years we have invested in the best fish suppliers who guarantee all the requirements necessary to give birth to rich dishes.

Of course, our Chef Massimo Pascucci, prepares  succulent reworking recipes, new each season, in order to respect the freshness and seasonality of all components.

At Podere Pendolino, you can find fish dishes in our menu or order a seafood dinner with friends: we will in this case ordering the required products.

Podere Pendolino can  assure:

Professionalism and expertise of the supplier
Freshness of the product supplied
Variety of choice, according to the seasons
Wealth organoleptic of the products
Exaltation of fish thanks to the recipes of Podere Pendolino



 



Evento Rotari




Cantina Mezzacorona, vi invita a degustare strepitosi vini in abbinamento alla cucina di Podere Pendolino.


"E' un onore per me e Claudio, ospitare una canitna così prestigiosa. Da anni i nostri clienti hanno apprezzato i loro vini nei nostri banchetti. Per la serata, sertia al tavolo, il nostro Chef Massimo Pascucci ha preparato un menù speciale, in abbinamento a queste prestigiose bollicine e ai vini aromatici della Cantina Mezzacorona".



 



San Valentino




San Valentino, Martedì 14 Febbraio. Ecco cosa preparerà per voi il nostro Chef Massimo Pascucci



 



Serata San Valentino




Martedì 4 Febbraio, San Valentino a Podere Pendolino

Ci fa piacere passare una serata in compagnia della persona amata…..La nostra Rosy renderà l'atmosfera particolarmente romantica per voi.

Pensandoci bene, si amano anche gli amici: insomma una serata per chi si vuole bene.

Buon cibo, atmosfera a lume di candela, e divertimento in nostra compagnia, come vuole la tradizione di Podere Pendolino


Una curiosità: ha ancora senso festeggiare San Valentino?

Eccome. Leggete qua:


http://www.wedding-italia.com/ita/proposta-331-san-valentino-ha-senso-festeggiarlo-e-perch-.html



 



La Porchetta del Monte




A Podere Pendolino consumiamo esclusivamente la Porchetta di Monte San Savino: i motivi sono molti.

Si tratta di un prodotto autoctono, originario della nostra zona, Monte san Savino appunto.
Ne è stata tramandata la ricetta originaria grazie all’abilità di appassionati artigiani della carne.
Il Suino intero, cotto al forno a legna, in crosta, viene condito con una miscela sapiente e a volte custodita gelosamente. Un inasprimento speciale di sale, erbe aromatiche ben dosate, e finocchio selvatico, usato tipicamente nella porchetta savinese. La crosta poi eccelle per croccantezza e sapore.
Il made in Italy di alta qualità nella tavola di Podere Pendolino e nelle vostre feste.



 



Natale in Valdichiana






Che emozione il periodo di Natale a Podere Pendolino.
Addobbi, coreografie, apparecchiatura e menu' tutto parla della tradizione delle feste in valdichiana. Ecco cosa ci raccontano i nostri vecchi.

 La sera della vigilia tutti a veglia intorno al camino in cui si lasciava bruciare lentamente il ceppo. Il capoccia delle fattorie, controllava la crescita degli alberi e tagliava un grosso ciocco, solitamente il nodo delle radici che partiva dalla testa del tronco dell'albero abbattuto. Tale ciocco veniva messo ad asciugare per essere pronto proprio per la notte di natale. Solitamente ben augurante, il ceppo stesso portava i doni ai bambini: frutta secca, piccoli giocattoli, piccoli dolci, 

Mentre il giorno di Natale si andava alla messa vestiti a festa.


La mattina di natale le massaie accendevano i forno a legna per cuocere il pane e per cucinare le pietanze natalizie. In valdichiana si preferiva per il natale il coniglio arrosto. Il primo per il giorno di natale non era la solita zuppa di pane ma la pasta fatta a mano dalle donne condita ragù di coniglio. Il dolce era costituito dai cavallucci fatti in casa ovviamente e se andava bene un panforte. Altrimenti, i più poveri, si accontentavano di mandarini che per i bambini venivano seppelliti sotto la cenere del camino.



 



Magico Natale a Podere Pendolino





Atmosfere da favola per le vostre cene natalizie a Podere Pendolino


Book your dinner events with your friends at Podere Pendolino : you will find a magical Christmas atmosphere



 



Evento al Podere




Evento Venerdi' 25 Novembre

"Al Podere, vanga e zappa non vuol digiuno"

Grande cena a buffet organizzata per gli amici di Podere Pendolino.

Menù invernale con specialità preparate dal nostro Chef Massimo Pascucci insieme alla sua straordinaria brigata.

Affrettatevi a prenotare 0575 849697


“Al Podere, vanga e zappa non vuol digiuno“

Podere Pendolino  Venerdì 25 Novembre 
Cena a Buffet ore 20,00


ANTIPASTI D’UNA VOLTA
Mini panini: Fegatini,
Porchetta di Monte San Savino tagliata al momento,
Lampredotto, Trippa, Cinghiale in umido
FORMAGGI
Pecorino di Pienza, Pecorino di Fossa
Accompagnati da miele  e marmellate
Ciacce al rosmarino, Burrata, Treccia di Bufala,
Degustazione di vini rossi abbinati ai formaggi
Bruschette preparate al momento con salse alla toscana e ai fagioli
NORCINERIA
Prosciutto Toscano affettato al momento dal cuoco, 
Salsiccia stagionata, Salamini toscani, Capocollo, Finocchiona
Abbinamento di ciaccie calde
ANGOLO DEL CUOCO - VEGETARIANi
Fritto Porcini e Zucca in pastella.
 Frittatine monoporzione: carciofi e tartufo, Porro e pancetta,
Cipolle rosse cotte al chianti. Verdure glrigliate, Melanzane gratinate.
ANGOLO VELLUTATE
Vellutata ai porcini, Crema di patate e finocchi con dado croccante
I CALDI NEI COCCI
Pappa al pomodoro, Ribollita con Olio d’Oliva del Podere
PRIMI
Pici con ragù di lepre, Maltagliati saltati con finferli freschi
VINI
Degustazione di vini rossi Toscani e Aretini
BUFFET DOLCI
Gattò  Aretino, Torta della Nonna Crostate di Frutta
Servizio Caffé Espresso, Bar a piacere con liquori, amari e distillati

         € 25,00 a p.na.        Prenotazioni:  0575 849697   



 



Pronto Sposi





Stiamo lavorando per voi. Con l'autunno iniziano le fiere sposi, le manutenzioni al Podere, l'acquisto di nuovi materiale. La nostra responsabile delle coreografie wedding Rosy, visita fornitori vecchi e nuovi alla ricerca di nuove idee, curiosità, tendenze e abbinamenti inconsueti. Questo è anche il periodo degli appuntamenti per visitare le nostre location, Podere Pendolino e Villa Fontarronco. Non attardatevi, l'estate è vicina.



 



Lo zen come arte della frittura






Friggere fa buona anche una sola di scarpa?




Non proprio: friggere é un’arte e bisogna conoscerne i segreti. La frittura è una filosofia vera e proprio e come tale va rispettata.

Ecco alcuni punti critici dell’arte della frittura

1) La Temperatura
2)La materia che si va a friggere
3) L’olio usato, buonissimo.
4) La pastella sapientemente dosata
5)La quantità che si immerge

La brigata dei cuochi di Podere Pendolino è estremamente attenta ad ogni singolo particolare di cottura. Infatti la pastella crea quel magico involucro che rende il il prodotto al suo interno intatto, mantenendo inalterate le proprietà organolettiche del prodotto che si frigge.

Sia al ristorante che nei nostri matrimoni e feste il pubblico ci chiede un angolo frittura con prodotti fritti direttamente dallo chef davanti agli ospiti.

Il fritto, passione d’amore per chi lo fa e per chi lo mangia!



 



Val Di Chiana, la storia




Qual dolor fora, se de li spedali
di Valdichiana tra 'l luglio e 'l settembre
....... cantava Dante Alighieri nella Divina Commedia, xxIx canto 46-47
Quella valdichiana narrata nel Medioevo come terra di paludi pestilenziali. Prezioso documento dell'epoca, una mappa realizzata da Leonardo da Vinci tra il 1502 e il 1503, che mostra la Val di Chiana quale vasto territorio sommerso dalle acque, circondato da colline sulle quali sorgevano appunto gli abitati.

La fisionomia attuale della Valdichiana la si deve ad un ingegnere di eccezionali doti idrauliche,Vittorio Fossombroni che durante il dominio del Granduca Leopoldo di Lorena nel 1788 bonifico la zona utilizzando il sistema della cosiddetta "bonifica per colmata".
Furono creati canali artificiali che permisero lo scorrimento delle acque fluviali mentre lentamente si colmavano le aree palustri grazie alla continua sedimentazione dei detriti alluvionali.

La Val di Chiana è oggi ricca di colmate, la più celebre (e imponente) delle quali si trova a Brolio, nel comune di Castiglion Fiorentino.

Grazie a questi lavori di imponente ingegneria idraulica, la valle si prosciugò, il terreno tornò fertile e coltivabile, la malaria scomparve e le popolazioni poterono tornare a popolare e a coltivare la parte pianeggiante, fertile e rigogliosa come in epoca romana ed etrusca.

Da questa imponente bonifica della Val di Chiana, gli ingegneri idraulici dell'epoca trassero grande ispirazione per bonificare le ampie aree della Maremma.




 



Al fresco, in collina






Podere Pendolino, un fresco ristoro estivo.
Il nostro Podere, è originariamente un antico casale tipico della Valdichiana: al piano terra erano ricavati i locali dediti agli animali e alla rimessa degli attrezzi agricoli mentre al piano superiore si trovavano i luoghi abitati dai contadini.

Il piano terra, dove è locato il nostro ristorante è molto fresco; in estate potete approfittare del nostro portico e dei tavoli disposti direttamente in giardino. Chi ci conosce sa che la nostra collinetta è moderatamente ventosa quindi è possibile ristorarsi in ogni ora del giorno.


Podere Pendolino, a cool summer refreshment.
Our farm is set in an ancient farmhouse typical of the Chiana Valley: on the ground floor were derived the premises devoted to animals and shed of agricultural tools. Upstairs we find  the places inhabited by peasants.

The ground floor, where is sited our restaurant is very cool; in summer you can take advantage of our porch and tables placed directly in the garden. Our usual clients, know that our hill is moderately windy so refreshments can be enjoyed at any time of day.



 



Il laboratorio di Pasticceria di Pendolino




Il Laboratorio di Pasticceria di Podere Pendolino

Da anni i nostri clienti apprezzano le creazioni di zucchero del nostro laboratorio interno. Tecnologie avanzate, ricette sperimentate negli anni, ingredienti ricercati e freschissimi, savoire faire dei nostri pasticceri guidati dallo Chef Massimo Pascucci. La nostra brigata di cucina, tra cui spiccano Giulia  e Veronica per il reparto dolci, è in grado di riprodurre pressoché ogni titpo di torta; design spettacolari per vere e proprie costruzioni in zucchero e panna. L'italiana è la più amata con Millefoglie alla frutta, crema chantilly e crema pasticcera. Ma ancora richiestissime le torte in glassa all'Americana. Basta chiedere. Nelle foto una delle nostre ultime creazioni: per un matrimonio di Finlandesi, un cheescake nelle due versioni panna e cioccolata. Colore guida delle nozze l'arancione, qui rappresentato egregiamente da frutti esotici.



 



Millefoglie di pasta su trionfo di verdure





Buongiorno a tutti, ben ritrovati nella cucina di Podere Pendolino. Oggi per voi, prepariamo una ricetta fresca, primaverile, che troverete nel nuovo menù di Primavera "Millefoglie di pasta all'uovo grigliata su trionfo di verdure".
Primo step: il nostro Chef Massimo Pascucci prepara la pasta all'uovo (amiamo ricordare che a Podere Pendolino la pasta è sempre e solo artigianale!).

Adesso vediamo la preparazione delle verdure, saltate per pochi minuti in padella. La pasta, precedentemente grigliata, va a formare una specie di lasagnetta con le verdurine tagliate a listarelle, spolverate con pecorino fresco: il tutto passato in formo per circa 6-7 minuti.


Una pioggerellina di pesto di rucola ed ecco il trionfo di colori e di sapori proposti dal nostro Chef Massimo Pascucci.
"Millefoglie di pasta all'uovo grigliata su trionfo di verdure"

Non perdete il video con la ricetta
https://www.youtube.com/watch?v=Q3g5bMNekdw

Hello everyone, welcome back in the kitchen of Podere Pendolino. Today for you, we prepare a fresh spring recipe , you will find the new menu of "millefeuille of grilled  pasta on a triumph of vegetable".
The First Step: our Chef Massimo Pascucci preparing egg pasta (remember that at Podere Pendolino pasta is always and only hand made!)
The preparation of vegetables, sauteed for a few minutes in the pan. Pasta, grilled previously, it forms a kind of lasagna with vegetables cut into strips, sprinkle with fresh percorino: then cooked in the oven for about 6-7 minutes
A rocket pesto drizzle and then a triumph of colors and flavors offered by our Chef Massimo Pascucci.


"Millefeuille of grilled egg pasta on a triumph of vegetables"
Do not miss the video with the recipe
https://www.youtube.com/watch?v=Q3g5bMNekdw



 



Una sera di Primavera




"Una sera di Primavera"
Festa a Podere Pendolino, Venerdì 29 Aprile Cena a buffet ore 20,00.
Guardate il menù, è ricchissimo e succulento. Prenotatevi presto: chiamate la nostra Rosy al 0575 849697



 



Tradizioni contadine della Pasqua in Valdichiana





Se si escludono le feste agresti, trebbiatura, mietitura, vendemmia, i giorni speciali nella campagna aretina erano rappresentati dalle grandi feste religiose. Con la Pasqua arrivava la primavera: le massaie si dedicavano alle consuete pulizie di Pasqua appunto,: camini ripuliti dalla fuliggine accumulata nelle fredde veglie invernali, si razzolava l’aia, si imbiancava con la calce. Veniva il parroco a benedire le case e bisognava far vedere tutto rassettato. Ripulire la casa era po’ come ripulire l’anima.
Le campane delle chiese erano addirittura annodate per tutta la settimana santa.
 
Nelle tavole regnavano spighe di grano, erbe e uova come simbolo di fecondità perché da esse sgorga la vita. Le galline dopo il riposo invernale, erano più feconde e attive nella deposizione delle uova. 
Le contadine della Valdichiana,  massaie operose si attivavano nella settimana santa per preparare la ciaccia col rigatino, e i vari dolci. Si ripuliva il forno che veniva riscaldato appositamente per preparare il pane. Regina della colazione nelle fattorie della Valdichiana era la Panina di Pasqua, preparata come il pane con l’aggiunta nell’impasto di rigatino e tocchetti di uova sode. Si preparava anche il tipico Ciambellino, l’antico dolce contadino a forma di ciambella, simbolo della corona di spine del cristo in croce.
 
La mattina di Pasqua, ci si alzava presto per lessare le uova: l’uovo veniva messo all’interno di un piatto bianco e avvolto nel tovagliolo candido con le ciocche annodate e poi portato in chiesa a benedire dalle donne. Al ritorno dalla messa, era usanza in valdichiana festeggiare con una ricca colazione: un uovo benedetto a testa, la Panina di Pasqua accompagnata da salumi, dolci e vino.Una colazione sostanziosa a cui seguiva il pranzo più semplice: pasta in brodo e gallina lessa o carne stufata di solito il famoso coniglio.



 



Prenotate adesso il Pranzo Pasquale




Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

Maria Loretta Giraldo
 
Prenotate ora il vostro pranzo di Pasqua a Podere Pendolino



 



Chi ben comincia....




La ricchezza della nostra cucina, appare già dagli antipasti.
Cosa si trova nell'antipasto di Podere Pendolino?
Salumi artigianali, preparati dai migliori macellai del territorio senese e aretino. Macinatura, salatura e stagionatura rispettano meticolosamente ricette ormai secolari tramandate da fattori e contadini.
Fritture preparate all'impronta, come tutti i piatti: il fritto è una passione per chi la mangia e per chi la fa.
Salse moderne, emulsionate con ingredienti freschissimi.
Crostini storici con sughi della grande tradizione toscana.
I formaggi: da sempre Podere Pendolino seleziona i miglio formaggi: il cacio di Pienza, formaggi di fossa, con diversi gradi di stagionatura.
 Gli antipasti di pesce: dai nostri fornitori seri e affidabili, quali quelli di Mazzara del vallo
Un lavoro lungo di sapiente ricerca per offrire all’ospite una meravigliosa esperienza della nostra migliore cucina toscana.

 
Cosa non si trova?
Prodotti industriali: formaggi, salumi industriali, salse confezionate, pesce scadente.

The richness of our cuisine, already appears from the starters.

Hand made salami, prepared by the best butchers of Siena and Arezzo. Melting, salting and seasoning meticulously comply with centuries-old recipes handed down by factors and farmers.
Fresh fried footprint, as all dishes: fried is a passion for who eats and who does it.
Modern sauces, emulsified with the freshest ingredients.
Historical crostini with sauces from the great Tuscan tradition.
Cheeses: Podere Pendolino always select the best cheeses: the cheese of Pienza, fossa cheese, with different degrees of maturation.
A long search to offer guests a wonderful experience of our best Tuscan cuisine.
The fish entrees: our serious and reliable suppliers, such as those of Mazara del Vallo
Enjoy our starters



 



Il ceppo di Natale





Dopo le feste dell’agricoltura, mietitura, trebbiatura, vendemmia le altre importanti feste contadine erano quelle religiose, Natale e Pasqua.
A Natale un bel ceppo….si diceva. Il capoccia, durante l’anno individuava un bel tronco da tagliare nel bosco, per tempo, in modo da farlo ben asciugare, stagionare. Il ceppo è la parte del tronco che sta a fior di terra in cui si intrecciano le radici. Lo si accendeva la Vigilia di Natale e bruciava davanti alla famiglia riunita nella veglia. Una superstizione diceva che il ceppo portava i doni ai bambini; piccoli modesti regali come dolci, frutta, piccoli giocattoli venivano nascosti sopra il ceppo stesso la mezzanotte di Natale o sotto la cenere.
Il Natale era importante per il ricco pranzo. Il piatto principale in valdichiana era la pasta fatta in casa, nella madia, condita con un ricco sugo di coniglio. Sempre il coniglio rappresentava il secondo piatto: una lenta cottura nel forno a legna, lo stesso usato per cuocere il pane.
Il dolce erano cavallucci, panforte, cantucci.
La festa in pratica si riassumeva allo stare insieme in lieta socievolezza. Protagonisti erano i canti, gli scherzi, gli stornelli, i canti improvvisati in ottave, corteggiamenti, racconti.
Natale voleva dire riposo dal lavoro dei campi, finalmente, cantare nel coro della chiesa o servire i panni di una Confraternita.

After the holidays agriculture, harvesting, threshing, harvesting other major country festivals were religious ones, like Christmas and Easter.
Christmas was important for the big meal. The main dish in valdichiana was the homemade pasta,  topped with a rich sauce of rabbit. Always the rabbit was the main course: a slow cooking in a wood oven, the same one used to bake bread.The party was summed up in practice to be together in happy sociability. Protagonists were the songs, jokes, ditties, songs.



 



Il Pranzo di Natale




Cosa c'è di più bello di passare il Natale in famiglia, tutti a tavola, serviti da personale amico e soprattutto senza che nessuno abbia faticato per cucinare. Per questo ogni anno Rosy, Claudio e Patrizio aprono il Podere, per accogliervi in tanti. E' il giorno della festa per tutti: baci, abbracci, scambio di doni sotto l'albero del Podere, e un menù strepitoso che riscalda il cuore e i palati.Vi aspettiamo, prenotate presto, sapete che questi pranzi vengono prenotati giorni e giorni in anticipo. Tel: 0575 849697



 



Le feste di Podere Pendolino





Le feste di Podere Pendolino sono memorabili: rimangono nel cuore e nei ricordi di tutti, ospiti e noi che le organizziamo.
"C'era una volta al Podere" è stata per noi un'esperienza enogastronomica di altissimo livello. Sono state rispolverate, per l'occasione, ricette e segreti di menù contadini del nostro territorio Aretino. Fegatelli, trippa, lampredotto, porchetta di Monte san Savino, fritto di pollo e coniglio, gattò aretino e altre specialità. Il calore e l'atmosfera del nostro Podere ha reso possibile questo nostalgico tuffo nel passato. Le nostre radici, sono la nostra forza

Podere Pendolino parties are memorable: remain in the hearts and memories of all, guests and us that we organize.
"There was once a farm house" was for us a great food and wine experience  of highest level. We dusted off for the occasion, recipes and secrets of menu farmers in our area. Liver, tripe, lampredotto, pork in Monte San Savino, fried chicken and rabbit, gattò  and other specialties from Arezzo. The warmth and atmosphere of our farm has made this nostalgic blast from the past a magic moment. Our roots are our strength



 
 
Podere Pendolino Loc. Castellare, 44 - Monte San Savino (AR) - Tel. +39 0575 849697 Fax. +39 0575 844955 - info@poderependolino.com - P.IVA 01232620516 credits - Cookie & Privacy Policy

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